La relazione di coppia come opportunità di crescita

Chi sta in coppia può spesso chiedersi, a fronte delle difficoltà che la relazione comporta, quanto la relazione sia normale oppure no ma forse sarebbe più opportuno chiedersi quanto sia utile, quanto possa favorire la crescita personale.

Una relazione di coppia può rappresentare la forma più efficace di psicoterapia esistente (Menghi, 1997) nella misura in cui per poterci relazionare all’altro dobbiamo essere in grado di relazionarci onestamente con noi stessi: guardare l’altro nella coppia significa anche poter guardare se stessi!

L’incontro con il partner, diversamente da quanto potremmo pensare, non avviene solo per similitudini e affinità, piuttosto sono le differenze a costituire il reale motivo della scelta; l’innamoramento, l’attrazione dei sensi e la dolcezza servono proprio per ridurre l’attrito che nascerebbe dall’incontro cosciente tra le differenze.

La “fase dell’innamoramento” consente quindi l’incontro nonostante le differenze e i limiti dell’altro che sono anche i propri, così da amare nell’altro ciò che non riusciamo ad amare in noi stessi perché incompatibile con l’immagine che ci eravamo precedentemente creati.

Superata la “fase dell’innamoramento” i partner si confrontano con una complessità che inizialmente viene allontanata proprio per consentire l’incontro, ma è solo quando questa complessità viene recuperata che è possibile un incontro autentico: osservare e accettare i limiti dell’altro richiede a ciascuno di osservare i propri.

Messi di fronte ai propri limiti e le proprie fragilità i partner hanno diverse possibilità: scappare e litigare per non osservare attraverso l’altro se stessi o provare a comprendersi e integrare parti scomode.

Così il rapporto di coppia diventa un’opportunità di conoscenza e integrazione.

P.Menghi, Zone di silenzio. Mandala Scuola di Normodinamica, Roma, 1997.

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