Disturbi Specifici dell’Apprendimento

Con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) si definiscono quei disturbi quali la Dislessia (compromissione nella lettura), la Disgrafia, la Disortografia (compromissione nella scrittura) e la Discalculia (compromissione nel calcolo), che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma che costituiscono una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana.

Sono dei disturbi che dipendono dal funzionamento alterato delle regioni cerebrali coinvolte nei processi di apprendimento; sono di natura genetica e spesso è presente una familiarità all’interno del proprio contesto familiare.
Il tempo per fare una diagnosi di DSA è fondamentale al fine di promuovere delle attività di recupero didattico mirato ai bisogni specifici del bambino.
Più precoce sarà l’intervento sul bambino, minori saranno le difficoltà che incontrerà in futuro sul piano della lettura, della scrittura e del calcolo e minori saranno le possibilità di presentare in seguito disturbi emotivi e comportamentali associati come: la bassa autostima, l’ansia da prestazione, la fobia scolastica, l’evitamento delle attività (da non confondere con la pigrizia e la svogliatezza), atteggiamenti aggressivi e la depressione infantile.
I Disturbi Specifici dell’Apprendimento mutano con il variare dell’età, possono migliorare ma non guarire, ma, nel corso dell’intervento e quotidianamente a casa e a scuola, si dovranno utilizzare strumenti compensativi e misure dispensative che permetteranno il raggiungimento di obiettivi formativi, evitando disturbi correlati e il fallimento scolastico.
Gli strumenti compensativi sono strumenti didattici e tecnologici che sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta nell’abilità deficitaria tra cui la sintesi vocale, il registratore, programmi di video-scrittura con correttore ortografico, la calcolatrice, le mappe concettuali, le tabelle etc…
Gli strumenti dispensativi consentono l’alunno di non svolgere alcune prestazioni che, a causa del disturbo, risultano particolarmente difficoltose e che non migliorano l’apprendimento. Tra gli strumenti troviamo il dispensare dalla lettura ad alta voce, dalle verifiche scritte a favore di quelle orali, la riduzione del materiale di studio e tempi più lunghi, le interrogazioni programmate etc…
La figura dello psicologo risulta fondamentale in una fase di osservazione e di valutazione per individuare la presenza o meno del disturbo e l’entità (lieve-medio-grave). Successivamente il suo ruolo nella fase di trattamento è importante sia per quanto riguarda gli aspetti psicologici implicati negli apprendimenti ma anche nella scelta di metodologie e strategie di ottimizzazione degli apprendimenti necessarie al bambino con DSA.
Il suo compito sarà quello di lavorare sull’abilità deficitaria senza tralasciare il vissuto emotivo, operando su tutti i fronti per un benessere globale del piccolo e della famiglia.
All’interno di questo quadro avrà bisogno di un grande lavoro di rete e della collaborazione con la scuola e la famiglia e con altre figure professionali che si occupano di bambini con Disturbo Specifico dell’Apprendimento.

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